Storie di profughi, arte di trincea  e patto d’amicizia

Storie di profughi, arte di trincea e patto d’amicizia

Dicembre 1, 2018 0 Di wp_1026259

Tornati da poco da Grigny, dopo un’entusiasmante esperienza di amicizia e scambio, riassumiamo brevemente i fatti salienti di queste giornate “grignoise” ricche di emozioni…

 

Sabato 10 novembre è stata inaugurata la mostra organizzata dall’associazione IV Novembre di Schio con l’importante contributo del comune di Grigny , della nostra associazione ASG, dell’associazione AGS e dell’associazione di Ledro gemellata con i comuni boemi, che ha fornito le numerose foto storiche sui profughi della valle di Ledro. Oltre alle foto dell’esodo dei ledrensi e il loro inserimento in diversi villagi boemi, la mostra comprendeva numerosi manufatti artistici di arte di trincea, eseguiti dai soldati nei momenti di calma, vere e proprie opere d’oreficeria e incisione fornite dall’ass. IV Novembre. Tra questi manufatti c’era anche un cofanetto inciso dal padre di una signora di Grigny, Mme Gendre,  che ha combattuto sul fronte francese ad Asiago: la signora desidera donarlo ad un museo dell’altopiano perché sia custodito a perenne memoria non lontano dai luoghi dove il padre ha combattuto e sofferto.

Prima dell’inaugurazione della mostra il sindaco di Grigny M. Philippe Rio, e il sindaco di Schio Valter Orsi, hanno firmato un patto d’amicizia tra le due città. Oltre agli assessori del comune di Grigny tra cui Mme Elisabeth Eté, erano presenti anche l’assessore Anna Donà del comune di Schio, e i sigg. Giuliano Pellegrini e Renzo Mazzola in rappresentanza del comune di Ledro. Il pomeriggio si è concluso con una conferenza sul tema del profugato sia francese che italiano tenuta da Mme Odile Nave, storica di Grigny  e da Giorgio Dall’Igna dell’associazione IV Novembre.

La giornata di domenica 11 novembre – dedicata alla pace – e che per i francesi corrisponde al nostro 4 novembre, ha visto una grande partecipazione di cittadini malgrado la pioggia scrosciante… E’ stata piantata una quercia congiuntamente dai sindaci di Grigny e Schio e,  per suggellare il patto d’amicizia,  è stata posta una targa addossata ad una grossa pietra molare, a ricordo simbolico degli  italiani emigrati a Grigny nella prima metà del 900,  per lavorare  nelle cave di pietra di Piketty. La cerimonia di commemorazione dei caduti della Grande Guerra ha avuto luogo davanti alla stele dedicata a Henri Barbusse, ( memorabile autore de “Il Fuoco” che narra l’inferno della guerra di trincea) alla presenza dei membri dell’ARAC (Anciens Combattants) e di diversi rappresentanti di Enti ed associazioni regionali. I sindaci di Grigny e Schio hanno depositato una corona franco-italiana ai piedi del monumento ai caduti. Gli allievi delle scuole hanno cantato l’inno della pace di Nagoya e letto testi di autori francesi e italiani : La Fontaine, Emile Zola e  Gianni Rodari. Nei giorni seguenti le scuole di Grigny hanno potuto visitare la mostra con la presenza costante della nostra presidente Annalisa Marsilio che, assieme agli amici di AGS, ha illustrato le foto e i manufatti ai ragazzi.

 

Nei momenti di convivialità e nelle pause dai momenti ufficiali è stato bello riannodare l’amicizia con gli amici di Grigny e  parlare di progetti futuri. Siamo stati accolti tra l’altro in una Cuisine Mode d’Emploi, una scuola di cucina fondata da un famoso cuoco stellato, Thierry Marx,  destinata, dopo una severa selezione, a persone disoccupate o che hanno perduto il lavoro e non riescono a reinserirsi nel ciclo produttivo. Abbiamo apprezzato i cibi e anche visitato i locali destinati in parte  all’addestramento di cuochi specializzati nella sfilettatura e pulizia del pesce, selezione e conoscenza dei vari tipi di ostriche per dimensione, tipologia   ecc.  Davvero bravo questo chef che, stando ai risultati eccellenti di inserimento di queste persone dopo lo stage nel mondo del lavoro, merita un sincero applauso.

Questi giorni, pochi ma intensi, ci auguriamo si ripetano presto, magari accogliendo a nostra volta qui a Schio gli amici di Grigny con altrettanta gentilezza e simpatia.