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Schio, è nata “Galleria Grigny”: un omaggio a tanti emigranti di ieri e agli amici di oggi

Schio è  una ridente cittadina italiana di 40.000 abitanti, situata a poco più di un’ora d’auto da Venezia, ai piedi delle prealpi venete, dove è collocata in mezzo ad una splendida corona di monti verdeggianti. Città storicamente laniera, è una realtà industriale avanzata fin dal XIX° secolo, ed ha un passato ricco di immigrazioni ed emigrazioni, anche da e verso la Francia ed i paesi francofoni d’oltralpe.

Qui oggi è nata una Galleria intitolata alla consorella francese di “Grigny”, alle porte di Parigi. Si è tenuta infatti il 25 agosto, nella centralissima piazza Rossi, la cerimonia di intitolazione della galleria, situata sul fronte della storica “Casa Pozza”: che da oggi porta così il nome della cittadina francese “amica” di Schio. Un’amicizia relativamente recente, che nell’ultimo quindicennio ha ripercorso all’inverso la strada di tanti emigranti partiti dalla Val Leogra e dalle altre valli dell’altovicentino, all’inizio del Novecento: essi andarono a trovare lavoro a Grigny nell’estrazione e nella lavorazione di quella grigia “pietra molare” che è servita alla costruzione di molti edifici urbani e dei tunnel del metrò parigino.

Alla scopertura della targa sono intervenuti, assieme a tanti cittadini, il sindaco Luigi Dalla Via, il vicesindaco di Grigny Elisabeth Eté ed Annalisa Marsilio, rappresentante dell’Associazione “Amici di Schio-Grigny”, che in questi anni ha portato convintamente avanti con tante iniziative e scambi il rapporto tra le due città. Presenti anche altre autorità, assessori e consiglieri comunali scledensi, rappresentanti dei Comuni di Torrebelvicino, Santorso e San Vito, oltre alla delegazione francese che in questi giorni è in città per le iniziative che hanno avuto come tema“Sidney Bechet. Un Americano a Grigny”.

“Oggi è un momento molto significativo per tutti noi – ha spiegato il sindaco Luigi Dalla Via – Con questa targa ricordiamo una pagina bella e dolorosa della nostra storia, scritta dai tanti che ad inizio Novecento sono emigrati a Grigny per necessità, ma festeggiamo anche la forte amicizia che oggi lega le nostre due città. A Schio avevamo tre gallerie intitolate alle città gemelle. Oggi se ne aggiunge una quarta per quella che per noi è come una quarta gemella”. “Siamo fieri dell’onore che fate alla nostra città, con questo gesto di vicinanza che commemora la nostra amicizia – ha aggiunto Elisabeth Eté – Anche a Grigny la memoria è viva ed è stata vivificata dall’intitolazione di quattro strade: Rue des Carriers Italiens, Rue de Schio, Rue de Posina e Rue Monte Pasubio”.

La storia dell’amicizia tra Schio e Grigny è stata ricordata da Annalisa Marsilio, che ha raccontato l’esperienza portata avanti negli anni con l’Associazione “Amici di Schio-Grigny”. Esperienza che è proseguita poi in questi giorni a Schio con le iniziative del progetto“Sidney Bechet. Un Americano a Grigny”, inserite nel programma culturale di quest’anno: fra cui una mostra fotografica dedicata alla vita e alle opere del grande clarinettista di New Orleans, che ha eletto Grigny come sua seconda patria. E la musica jazz di Bechet, con un concerto, una conferenza e la proiezione di immagini e brani musicali.

Da oggi dunque Grigny, che un tempo era chiamata “la piccola (o la nuova) Schio” di Francia è, anche ufficialmente, una “città amica”, ed il suo stemma comunale campeggia sulla targa che ricorderà a tutti questo ‘gemellaggio del cuore’.

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