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Sidney Bechet, mito del clarinetto jazz tra foto e musica

Giornale di Vicenza online

SCHIO “Il dio del blues”, insieme a Louis Armstrong il più grande solista improvvisatore del jazz. Un creolo che fin da piccolo dimostrò una straordinaria capacità di suonare qualsiasi strumento musicale, un viaggiatore tra Stati Uniti ed Europa. Sidney Bechet nacque a New Orleans nel 1897 e divenne uno tra i più grandi clarinettisti, nonché maestro del sassofono soprano. Trascorse gli ultimi anni della sua vita a Grigny, in Francia, dove, per la forza e la singolarità della sua musica, venne soprannominato dagli esistenzialisti “le dieu”.
Sarà lui il ponte di incontro tra Italia e Francia, Schio e Grigny. Inizia infatti oggi il ciclo di iniziative dedicate al jazzista statunitense e organizzate dall’associazione “Amici di Schio-Grigny”, in collaborazione con il Comune di Schio.
A dare il via agli appuntamenti di “Sidney Bechet. Un Americano a Grigny” sarà sabato l’apertura della mostra fotografica dedicata all’artista, organizzata dall’associazione “L’Orme du Bout” di Grigny, dall’associazione “Amici di Schio-Grigny”, con il contributo di Daniel Bechet e Fabrice Zammarchi. La mostra, a Palazzo Toaldi Capra, sarà aperta sabato, domenica, mercoledì 24, sabato 27 e domenica 28 agosto dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 20; mercoledì 31 agosto dalle 10 alle 12.
Momento culminante dell’omaggio a Bechet sarà l’ultimo fine settimana di agosto, in cui alle immagini si aggiungerà la musica. Venerdì 26 alle 18.30 ci sarà l’inaugurazione ufficiale della mostra, mentre sabato 27 alle 20.30 nell’anfiteatro del Toaldi Capra si terrà “Petite Fleur”, conferenza con proiezione di immagini e brani musicali di Bechet eseguiti da Andrea Rampon.

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