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Celebrazioni centenario della Grande Guerra

L’arciduca Markus Salvator di Asburgo-Lorena ha partecipato oggi alle celebrazioni per il centenario della Grande Guerra. Il discendente dell’imperatore Francesco Giuseppe è intervenuto alla cerimonia ufficiale, tenutasi nel municipio di Schio: il sindaco, Walter Orsi, con la giunta, i consiglieri, e molti rappresentanti delle forze dell’ordine e delle associazioni d’arma e culturali, ha fatto gli onori di casa, consegnando all’illustre ospite copia del documento con cui gli Asburgo il 4 novembre1844, concessero alla città Schio (già da loro denominata come tale con concessione del 1817) l’uso dello stemma municipale.

Alla cerimonia ha partecipato anche l’assessore Elisabeth Eté, gradita ospite, rappresentante del comune di Grigny, città amica di Schio, che ha portato i saluti del sindaco e del suo comune.

Gli ospiti e tutti i presenti si sono poi recati al sacello di S.S. Trinità per omaggiare i caduti in guerra con una corona d’alloro deposta ai piedi del monumento ai caduti. In serata gli ospiti si sono recati con il sindaco e le autorità a Valli del Pasubio per assistere ad uno spettacolo musicale organizzato nella tensostruttura delle scuole medie; la serata si è conclusa con una cena al forte Maso.


Ecco il discorso dell’assessore del comune di Grigny Elisabeth Eté:

Sua Altezza Imperiale, Egr Sig Sindaco di Schio. Sigg/Siggre Assessori, delle Autorità Civili e Militari,  delle Associazioni, Sigg/Siggre presenti
In questa commemorazione del centenario della guerra 1914/1918, non posso fare a meno di pensare che, in Francia, ci sono state tre guerre successive  – a 40 anni d’intervallo  la prima, a 20 anni la seconda – che hanno coinvolto tre generazioni e che ognuna di queste ha dovuto vivere un conflitto con la Germania:  le guerre del 1870  – 1914 – 1939, ognuna conseguenza di quella precedente.
Nella prima guerra mondiale, nel 1917, i francesi erano presenti sull’altopiano di Asiago e molti hanno perso la loro vita in questa parte d’Italia. Il padre di una nostra concittadina di Grigny è stato un testimone avendo combattuto in questi luoghi.
Ma i due conflitti del 1914 e 1939, così terribilmente cruenti, hanno spinto gli uomini a sognare che l’Europa unita potrebbe forse vivere in pace, anche se talvolta i conflitti si rivelano più forti dell’idea di pace; penso  al recente conflitto in ex-Jugoslavia.
La costruzione dell’Europa è stata soprattutto dettata e concepita come progetto economico ben prima che l’idea di pace s’inscrivesse in questa concezione di unione degli stati.
Evidentemente oggi l’idea di  conflitto armato in Europa sembra impensabile. Ma impensabile non vuol dire impossibile.
Ci sono altre guerre che bisogna comunque combattere, mi riferisco alla crisi economica che colpisce l’Europa e il mondo e che peseranno gravemente sulle generazioni dei nostri figli e nipoti.Quest’Europa di pace non sarebbe forse un’illusione  e la guerra economica non ha forse sostituito la guerra vera e propria?
Vorrei aggiungere che il sindaco di Grigny, Philippe Rio, che rappresento in questa commemorazione, è stato appena eletto Presidente dell’Associazione Francese dei Comuni, Dipartimenti e Regioni per la Pace, ossia il ramo francese dell’associazione “Mayors for Peace” fondata nel 1985 dai sindaci di Hiroshima e Nagasaki. Questa rete internazionale  opera nel campo della cultura della pace e per il disarmo nucleare. Questa associazione e’ presente in 158 paesi, oltre 6000 città di cui 468 italiane. E’ la più importante organizzazione  che si dedica alla protezione delle città e dalla distruzione in massa.
Allora, insieme, facciamo  in modo che, i legami di amicizia che ci uniscono oggi e che sono ancorati nella nostra generazione, siano più potenti dei cannoni del mondo.
Grazie
 
 
Son Altesse Impériale, Monsieur le Maire de Schio, Mesdames et Messieurs les adjoints, Mesdames et Messieurs des autorités civiles et militaires, Mesdames et Messieurs des associations présentes

En cette commémoration du centenaire de la guerre de 1914 – 1918, je ne peux m’ empecher de penser qu’en France, 3 guerres successives à 40 puis  20 ans d intervalle soit 4 générations qui, chacune, aura vécu un conflit avec l ‘Allemagne: 1870 – 1914 – 1939 qui sont l’une après l’autre les conséquences de la précédente.
Pour cette première guerre mondiale en 1917  les français étaient présents à Asiago et beaucoup ont perdu leur vie dans cette partie de l’Italie.
Le père d’ une habitante de Grigny en a fait témoignage
Mais les 2 conflits de 1914 et 1939, tellement meurtriers, ont poussé des hommes à rever que l’ europe unie pourrait peut etre vivre en paix, meme si quelques fois des conflits s’ avèrent plus forts que l’ idée de la paix et je pense là à l’ex Yougoslavie
La construction de l’ Europe a surtout été dictée et conçue dans un projet économique bien avant que l ‘idée de la paix ne s’incrive dans cette conception de l’union des états.
Evidemment aujourd’ hui l’idée de guerre armée en Europe semble impensable. Mais impensable ne veut pas dire impossible.
Il y a d’ autres guerres qu’ il faut aussi combattre et je veux parler de la crise économique qui frappe l’Europe et le monde et qui va toucher gravement les générations de nos enfants et  petits enfants. Cette europe de paix ne serait elle pas un leurre et la guerre économique n’a t elle pas remplaçé la guerre à proprement parlé?
Je voudrais ajouter que le Maire de Grigny, Philippe Rio, que je représente à cette cérémonie, vient d’etre élu Président de l’ Association Française des communes, départements et régions pour la paix, qui est la branche française de l Association “Mayors for peace” créé en 1985 par les Maires de Hiroshima et de Nagasaki. Ce réseau international mène un travail dans le domaine de la culture de la paix et pour le désarmement nucléaire. Cette Association est présente dans 158 pays, plus de 6000 villes dont 464 villes italiennes.

C est l’organisation la plus importante qui se consacre à la protection des villes et la destruction massive.
Faisons en sorte qu’ ensemble et que les liens d ‘amitié qui nous unissent aujourd’hui et qui sont ancrés dans notre génération soient plus forts que tous les canons du monde.

Je vous remercie.  

 

 

 

 

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